Haiti

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SITUAZIONE ATTUALE

Come noto, Haiti è uno dei paesi più poveri del mondo e il più povero del continente americano. È una povertà non solo riscontrabile dai dati economici, ma anche dallo scollamento e dal disastro sociale che quasi sempre accompagna e segue le dittature.

La storia di quel paese è molto complessa, così come quella dell’intera isola. Limitiamoci a una breve considerazione. Chi sono le persone che la abitano? Essenzialmente sono discendenti di schiavi africani e discendenti di spagnoli.

Gli schiavi provengono come sappiamo da una pagina fra le peggiori della storia dell’umanità, mentre gli spagnoli che hanno popolato l’isola fanno parte della peggior feccia umana della società spagnola del 1600 e 1700. Migravano infatti – pur con varie eccezioni – i resti di galera, assassini, disertori, avventurieri e gentaglia senza scrupoli assetata di ricchezze. Ecco, quell’isola contiene questa miscela esplosiva di odio, nata da origini tanto nefaste.

COSA STIAMO FACENDO
L’anno scorso, come accennato altrove, DONA UN SORRISO ha fatto una piccola indagine in Wanamént, ovvero un paesone a ridosso del confine che separa Haiti dalla Repubblica Dominicana. In un contesto sociale in cui non c’è lo stato, non c’è alcuna legge certa ma tutto è nelle mani degli altalenanti potentati del momento, non è possibile l’esistenza di un’organizzazione seria, matura e di una certa dimensione che non sia legata o soggetta al volere di tali potentati. Una brutta situazione. Anche in occasione del tremendo terremoto del 2010, l’enorme sforzo economico che la comunità internazionale ha messo in campo ha potuto essere utilizzato solo in minima parte. Mancano i presupposti per una ristrutturazione e riorganizzazione di un tessuto sociale vivibile.

Tuttavia, tutto questo non è certo motivo sufficiente per non fare niente. Sarà poco, ma qualche cosa esiste e merita di essere aiutato. Siamo così venuti in contatto con due realtà, che ora descriviamo brevemente.

KOFANE.
È una piccola organizzazione che si occupa di donne vittime della violenza. Abbiamo visto la loro modesta sede ed ascoltato la descrizione del lavoro che fanno. Praticamente, se una donna si rivolge a loro trova un po’ di protezione e delle persone volontarie che sanno come consigliarla, sia dal punto di vista medico, che legale. Non è un servizio da poco. Abbiamo dato loro un aiuto di 3.000 euro, una piccola somma che dà loro la possibilità di pagarsi un anno di affitto e sostenere qualche spesa medica e legale nei casi più gravi. Abbiamo avuto il parere favorevole de las Hermanas Juanistas (le suore di Wanamént, i cui consigli sono stati preziosi) e di altre fonti dominicane.

Haiti

il presidente di DONA UN SORRISO in Wanamént – Haiti, assieme alle responsabili del Kofane

FANMPACHITA

È un’organizzazione di donne, legate alle suore di Wanamént. Noi abbiamo finanziato con 1.000 euro il settore del microcredito. In pratica, prestano ad una donna dieci Euro, dandole in tal modo la possibilità di iniziare un piccolissimo commercio (qualche prodotto agricolo o qualche straccio usato). Dopo due mesi, se restituisce i dieci euro ne ottiene quindici e così via. Possono sembrare importi ridicoli, ma quelle donne anche con qualche centesimo di euro guadagnato possono risolvere il loro problema di sussistenza.

Vi terremo al corrente dell’andamento di queste due piccole iniziative, con la speranza di essere sulla buona strada.

Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene (D. Diderot).

Anche in Haiti noi ci stiamo provando.

 

P.S. – Per un’idea più completa riguardante le attività e i progetti di DONA UN SORRISO in quell’isola, potete andare a rivedervi il resoconto del viaggio effettuato nel maggio 2013 dal nostro Presidente.

 

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