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Bishop Caesar Asili Memorial Hospital - Luweero - Uganda

 
“Bishop Caesar Asili”: un piccolo ospedale nel distretto di Luweero, una realtà preziosa per oltre 700.000 fra uomini, donne e bambini ugandesi, che hanno quest'unica possibilità di accedere a buone cure sanitarie.
Un piccolo miracolo che ha alle sue spalle una lunga storia: nasce dagli studi condotti in Italia da Suor Ernestine Akulu, attuale direttore sanitario del centro, si sviluppa grazie ad un primo contributo fornito dall'organizzazione “Amici di Suor Ernestina”, e infine, dal 2008, viene adottato da “Dona un sorriso”.
Dare un'occhiata a questo progetto significa, da un lato, prendere coscienza delle mille ferite del cuore africano, e, dall'altro, concedersi la piccola gioia di vedere la bellezza che anche in questo luogo stiamo riuscendo a creare.
Vi mettiamo a disposizione alcune informazioni sintetiche su questa iniziativa. Con l'augurio che vi possa appassionare, come ha appassionato noi.

     Storia del progetto
     Il presidio di Luweero
     Cos'abbiamo fatto
     Cosa possiamo ancora fare


STORIA DEL PROGETTO

La genesi del progetto risale al 1988, quando Suor Ernestine Akulu, appartenente alla congregazione africana “Mary Mother of the Church”, giunse in Italia per poter approfondire gli studi di fisioterapia, portati a termine nel corso di 4 anni. La sua permanenza a Bresso, comune a poca distanza da Milano, ha lasciato un segno profondo: molti “amici” che hanno avuto la fortuna di ospitarla, e con cui ha costruito rapporti di profonda amicizia, sono venuti a conoscenza grazie alla sua intermediazione delle problematiche (prima di tutto sanitarie) del Paese natale di suor Ernestine, l'Uganda: malaria e AIDS, soprattutto, ma anche tubercolosi, malnutrizione, anemia, infezioni di ogni genere, che spesso non possono essere curate.

Quando Suor Ernestine, conseguita la laurea in “Health Service Management” in Kenia, ottenne la direzione del presidio sanitario “Bishop Asili” di Luweero, gli “Amici di Suor Ernestina” l'hanno aiutata a trasformare il centro in un vero e proprio ospedale, punto di riferimento per l'intera regione.

Nel 2008 gli “Amici di Bresso", per razionalizzare meglio gli aiuti, hanno chiesto a “Dona un sorriso” di poter entrare a far parte dell'associazione. Una richiesta che è stata accolta con molto entusiasmo, dal momento che in questo progetto viene rispettata la nostra prerogativa principale: un'organizzazione locale, voluta e gestita da persone del territorio. Nasce così il nostro nuovo impegno, importante, coinvolgente, di grande responsabilità, che ci fa approdare addirittura in un nuovo continente! Siamo certi che i nostri nuovi amici africani saranno soddisfatti dei risultati che riusciremo ad ottenere insieme a loro.
 

IL PRESIDIO DI LUWEERO

Dove si trova il centro e a chi porta soccorso?

Il centro medico “Caesar Bishop Asili” sorge nel 1993 per volontà della congregazione femminile ugandese “Mary Mother of the Church” a Luweero, 70 Km a Nord di Kampala, capitale ugandese.
Progressivamente l'ospedale è diventato un punto di riferimento importante non solo per il distretto di Luweero, ma anche per quelli limitrofi (Nakaseke e Nakasongola), che non dispongono di offerte sanitarie equivalenti.
Il bacino totale d'utenza dell'ospedale è dunque superiore alle 700.000 persone, per la maggior parte appartenenti a povere famiglie contadine: un'emergenza a cui è difficile far fronte.
L'energia e il coraggio con cui l'ospedale si è gettato in questa lotta sono però entusiasmanti, e le potenzialità del centro veramente incoraggianti, soprattutto se si pensa alle risorse umane. Una delle ricchezze del centro è infatti quella di essere gestito da personale esclusivamente ugandese (compreso il medico chirurgo), spesso appartenente a diverse etnie e religioni.

Com'è strutturato l'ospedale?

In questo momento il centro dispone di 50 posti letto.
La struttura è suddivisa nei seguenti reparti: pediatria, maternità, degenza maschile, degenza femminile, radiologia, ambulatorio per visite senza degenza. L'ospedale è inoltre fornito di un laboratorio per analisi.

Quali sono le malattie più diffuse?

La malattia che coinvolge più persone è la malaria: ne è afflitto circa il 25% dei pazienti.
Segue l' HIV/AIDS: al momento sono registrati nell'ospedale circa 450 pazienti che ricevono regolarmente il trattamento antiretrovirale, ma i casi diagnosticati sono oltre 3000 ed il loro numero è in costante crescita.


LE INIZIATIVE ATTUALI: ADOTTIAMO UN MEDICO

Il governo ugandese ha recentemente lanciato una grande campagna contro l'AIDS, decidendo di fornire gratuitamente le medicine necessarie per il trattamento anti retrovirale (di prezzo assai elevato) alle strutture sanitarie in grado di fornire alcune garanzie, fra cui un'idonea strumentazione da laboratorio (analizzatore CD4) e la presenza di un medico fisso.

Grazie al nostro sostegno, dopo aver ottenuto l'analizzatore CD4, l'ospedale è riuscito ad avere anche un medico: il dottor Charles Lwanga, ugandese, che è anche un qualificato chirurgo.
Un grandissimo successo: i 750 euro mensili che costituiscono lo stipendio del dottore hanno permesso all'ospedale di ottenere i farmaci con cui iniziare il trattamento contro l'AIDS, ma anche di poter praticare semplici interventi d’urgenza (a seguito di incidenti o per complicanze nel parto).


I PROSSIMI OBIETTIVI: UNA SALA OPERATORIA PER MADRI E BAMBINI

Il lavoro da fare è ancora molto, e l'ospedale si pone sempre nuovi obiettivi per migliorare la propria offerta sanitaria alla popolazione locale.
Il prossimo traguardo è quello di ridurre i tassi di mortalità puerperale e neonatale:
tassi che in Uganda si aggirano ancora intorno a 147‰  (per i bambini) e a 506/100.000 per le loro giovani madri.
Si calcola che ben il 75% dei decessi e delle disabilità femminili provocate dal parto potrebbero essere evitate grazie ad un tempestivo accesso ad un'adeguata assistenza ostetrica d'emergenza.
Passaggio chiave per ottenere questo risultato è quindi la costruzione di una sala operatoria adeguata, capace di garantire non solo una migliore assistenza a madri e bambini, ma anche la possibilità d'effettuare interventi chirurgici di un certo rilievo. Questa possibilità, oggi, non esiste: e molti pazienti rischiano la morte o l'invalidità.


ALCUNI DATI SULLA MORTALITA' INFANTILE E PUERPERALE IN UGANDA:

Tasso di mortalità infantile    :        147/1.000
Tasso di mortalità puerperale    :    506/100.000


Cause dirette di mortalità fra le puerpere:

•    Scarsa o totale assenza di assistenza medica/ostetrica in caso di complicazioni nella gravidanza e/o  durante il parto
•    Emorragie post parto    (25%)
•    Infezioni post parto (15%)
•    Aborti in condizioni pericolose (13%)
•    Pressione sanguigna elevata (13%)
•    Travagli impediti da rischi come la lacerazione dell’utero (8%),

Cause indirette di mortalità fra le puerpere:

•    Malaria (accrescimento possibilità di anemia)
•    HIV/AIDS
•    Anemia per denutrizione
•    Diabete Mellito, malattie cardiache, tubercolosi

Cause di mortalità fra i neonati:

•    Asfissia
•    Trasmissione virus HIV/AIDS

 

Orfanotrofio a Lira

L’ospedale di Luweero si è preso cura anche di un orfanotrofio a Lira, nel nord dell’Uganda, la parte del paese devastata fino a pochi anni fa dalla guerra civile fomentata dai separatisti del LRA (Lord’s Resistance Army) e che solo di recente sta lentamente e faticosamente ritornando alla normalità. Le violenze e i massacri perpetrati dai ribelli hanno costretto migliaia di persone a fuggire dai loro villaggi e reso orfani un gran numero di bambini che si sono aggiunti ai già parecchi piccoli rimasti senza famiglia a causa della morte per AIDS dei loro genitori e nonni.

Di fronte a questa drammatica situazione, le suore hanno deciso di aprire un orfanotrofio proprio a fianco della loro casa generalizia, alla periferia della città, offrendo così una possibilità di sopravvivenza, cure, e non da ultimo affetto, a una ventina di bambini e neonati privi di tutto, alcuni dei quali anche affetti da handicap. Tuttavia, nello scorso autunno 08, per la mancanza di risorse economiche e di attrezzature adeguate, la congregazione che gestisce l’Ospedale e l’Orfanatrofio stava per  chiudere quest’ultimo; una dolorosa decisione  evitata proprio grazie agli aiuti raccolti dagli amici di DONA UN SORRISO. I fondi inviati, pari a 13.500 euro, sono stati finalizzati ad un adeguato sostentamento dei bambini, ma anche per alcuni lavori di pavimentazione, per l’acquisto di un generatore elettrico e per l’acquisto di culle, lettini, coperte, vestiti, semplici giochi, che consentiranno ai piccoli di Lira di crescere in un ambiente più sereno e dignitoso, divenendo essi stessi segno di speranza nel futuro e per la rinascita della loro terra.

Nel novembre del 2009 i piccoli accolti nell'orfanotrofio erano 38 di cui 12 positivi all'HIV.

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