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Bolivia

SITUAZIONE ATTUALE

Dopo Haiti, è il paese più povero del continente. È senza sbocchi sul mare ed è sempre stato governato da dittature che hanno curato gli interessi delle classi abbienti di origine spagnola e che nulla hanno fatto per la qualità della vita della popolazione. Più del 60% di loro sono indigeni (quechua, aymara e guarany), ma solo dal 2006 il Capo dello Stato è un aymara, cioè uno di loro: Evo Morales.  Il suo compito è difficilissimo, perché sono enormi le pressioni ed i condizionamenti delle classi ricche che vogliono accrescere i loro privilegi. Comunque, qualche passo è stato fatto, è stata asfaltata qualche strada, sono state costruite molte scuole anche in zone isolate, c’è qualche ospedale in più, ma il lavoro è ancora enorme, perché le infrastrutture del paese sono tuttora molto scadenti.

Geograficamente è un paese molto vario. Al nord-est  vi sono estensioni enormi di pianure ricoperte da foreste tropicali. L’ovest e il sud sono invece montagnosi, con le cime più alte di tutto il sistema andino.

È famoso il salar de Uyuni, una piatta distesa di sale di Km. 100 per 80, situata a 3.650 metri di altezza. È un’attrattiva turistica mondiale, nonostante le difficoltà dovute all’altezza ed alle scarsissime attrezzature. Contiene 10 miliardi di tonnellate di sale e circa un terzo delle risorse di litio del pianeta.

Tutta quella parte del paese, cioè il sud-ovest è un immenso ed accidentato altopiano, e le condizioni di vita di chi vi abita sono molto difficili.

 

COSA STIAMO FACENDO

Durante un suo recente soggiorno in Argentina, il nostro Presidente ha preso contatto con alcuni organismi boliviani che si occupano di problemi sociali, con particolare riferimento ai bambini. La scelta è poi caduta su di uno di questi organismi, il VOSERDEM, che svolge a Cochabamba alcune attività, ma il cui principale impegno è rivolto ad alcune fra le comunità più povere dell’altopiano.

In particolare, dà un sostegno alimentare ai bambini che frequentano cinque scuole in altrettanti insediamenti molto isolati nella zona di Sacaca. Si tratta di comunità indigene quechua o aymara che da molti decenni si sono rifugiate in quelle zone per sfuggire agli spagnoli che erano alla caccia di schiavi da costringere nelle miniere d’argento di Potosí. Sono insediamenti di poche centinaia di persone, con una percentuale molto alta di bambini e mantengono un’organizzazione sociale molto efficace, anche se al nostro occhio appare piuttosto rudimentale. Nessuno di quei bambini viene abbandonato dai genitori o dalla comunità. Il loro problema non è ─ come in altri paesi in cui siamo presenti ─ l’abbandono o la violenza, bensì la fame. La gente è molto laboriosa, ma le condizioni climatiche sono estreme. Le piogge durano tre mesi all’anno e a quell’altezza (dai 3.700 ai 4.100 metri sul livello del mare) la terra dà veramente poco: coltivano patate, qualche cereale e delle fave. Siamo in zona tropicale e la neve non c’è mai, comunque le notti sono fredde tutto l’anno ed il sole non giunge mai a scaldare adeguatamente la terra. Allevano qualche mucca e delle pecore, ma tutti i ritmi della natura sono rallentati e anche gli animali crescono molto lentamente …

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La strategia di VOSERDEM è duplice. Nutrire adeguatamente dei bambini affamati è già una cosa positiva in sé, ma non è tutto qui. Questa attività ha una funzione molto importante anche nei confronti delle famiglie e dei genitori. La dieta che VOSERDEM offre ai bambini contiene riso, carote, pomodori, zucche, verdure, tutte cose che quella gente non ha mai visto. Con qualche accorgimento, sono colture che possono essere realizzate e che migliorerebbero la loro alimentazione.

E’ impressionante la partecipazione dei genitori dei bambini al funzionamento delle mense. Contribuiscono con molta serietà, mediante l’apporto di patate, farina e qualche pecora, oltre a tutto il lavoro necessario, che è offerto gratuitamente con un’organizzazione ammirevole.

La grande tentazione anche per loro, un po’ come in tutto il mondo, è quella di trasferirsi nelle città. Ma questa sarebbe per loro una tragedia, perché sono poverissimi e dovrebbero insediarsi nei quartieri più degradati, dove la delinquenza, la violenza ed il malaffare sono di casa. È molto meglio che continuino a rimanere nelle loro montagne, poveri ma dignitosi come sono ora. Questo aspetto, da un punto di vista strategico, è molto importante e contribuisce a dare un senso più compiuto ai nostri sforzi.

Vi proponiamo ora una serie di immagini che ci sono state fornite da VOSERDEM con alcune didascalie che abbiamo tradotto dallo spagnolo.

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