Storia dell’associazione

Nel 1984, un gruppo di “vecchi amici” si accordò per aiutare un comune compagno dell’oratorio, Padre Antonio Bottazzi, a coronare un suo antico progetto di istituire in Santiago del Cile un centro di accoglienza per adolescenti a rischio sociale. L’impegno economico di questi amici permise così la nascita della Fundación Padre Semeria, che negli anni si ingrandí, aprendo tre centri (vedi apposito capitolo).

Nel 1998 il gruppo decise di costituirsi in Associazione e nacque così DONA UN SORRISO. Dopo alcuni incontri fu trovato un accordo sul testo dello statuto e sulle linee principali da seguire. La sera del 6 ottobre 1998 in casa di Gisella Seregni – la prima segretaria – fu sottoscritto l’Atto Costitutivo, che fu poi registrato con tutte le formalità dovute.

Originariamente, l’Associazione prevedeva unicamente l’aiuto alla Fundación Padre Semeria.

Nel 2001, il Presidente Roberto Calmi operava come volontario anche presso l’area internazionale della Caritas Ambrosiana di Milano e nell’ambito di questa attività fu invitato in una missione operativa in Repubblica Dominicana ed Haiti. Al ritorno, descrisse ai collaboratori di DONA UN SORRISO le cose che aveva visto e le grandi esigenze che c’erano in quella lontana isola. “Dobbiamo fare qualche cosa” fu la risposta immediata. Sì, ma come? Bisognava inventare qualche cosa di nuovo per avere delle entrate in più, in modo da non sottrarre risorse ai nostri aiuti per il Cile. Nacque così l’iniziativa dei “Regali alternativi di Natale”, che tuttora funziona ogni anno.

Nel tempo, DONA UN SORRISO si ingrandiva. A partire dal 2003 e per una dozzina di anni potemmo sostenere anche alcune realtà argentine, sempre miranti all’accompagnamento di bambini abbandonati. In un primo periodo fu a Media Agua (FUNDAVIDA), poi realizzammo altri piccoli interventi a Buenos Aires e Tucumán, e finalmente a Tigre, nella zona della capitale, dove fino al 2014 sostenemmo LOS BAJITOS, un organismo che si occupava dei problemi – anche alimentari – della moltitudine di bambini del luogo.

Nel 2008 iniziammo a sostenere l’ospedale di Luweero, in Uganda. In pratica, già esisteva da anni un gruppo di persone che aiutavano dapprima un dispensario, poi diventato un piccolo ospedale, che ora si è ingrandito ed è un riferimento ed esempio per tutta la regione. È tutto ugandese: la fondatrice è Sister Ernestine, i medici, il personale paramedico, insomma è un’opera voluta e gestita sul luogo, e in questo modo la gente la percepisce come propria. Nel medesimo anno incominciammo ad incassare sia dei contributi da parte della Tavola Valdese, sia il 5‰ e questo ci permise una maggiore incisività nei nostri interventi.

Nel 2012 alcune circostanze ci misero in contatto con un organismo boliviano, VOSERDEM, di Cochabamba con cui iniziammo una proficua collaborazione in favore di alcune comunità di quechua e aymara presenti in alta quota nella zona di Sacaca.

Timidamente, nel 2014 iniziammo due piccole collaborazioni in Haiti, paese difficilissimo. Stiamo attualmente facendo una piccola indagine per capire se c’è la possibilità di ampliare un po’ la nostra presenza in quel paese, il più povero dell’intero continente.

Come e dove destinare le risorse che con tanta generosità e fiducia i nostri benefattori ci conferiscono, per noi è un aspetto di fondamentale importanza, e ne sentiamo la responsabilità.

Per questo, non passa anno che il nostro Presidente non vada alternativamente a vedere come funzionano le cose e come procedano i progetti che abbiamo in corso.

Non ci limitiamo infatti a trasferire del denaro, ma ci teniamo molto a condividere con i nostri partners le loro scelte e a favorire uno scambio di conoscenze e competenze. Nelle due ultime visite agli organismi finanziati (in Bolivia e Repubblica Dominicana/ Haiti), il Presidente fu accompagnato da un altro socio che ha iniziato ad affiancarlo in questo compito, nonché da un cineoperatore che ha prodotto dei brevi video di ottima qualità, che vi invitiamo a visionare, presenti tuttora in questo nostro sito.

L’ultima iniziativa, in ordine di data è stata l’apertura di DONA UN SORRISO al tema dei Rifugiati Politici e profughi richiedenti asilo. Sin dal 1997 a Bresso un gruppetto di volontari gestiva un piccolo appartamento di proprietà della Parrocchia San Carlo, messo gratuitamente per questo scopo a disposizione dell’Associazione Marta Larcher di Milano. Nel 2012 si presentò l’occasione di ottenere in uso gratuito due altri alloggi del Comune, da adibire a centri di accompagnamento dei Rifugiati nel loro percorso di integrazione nel territorio. La controparte doveva essere un’Associazione con sede nel territorio e da qualche tempo DONA UN SORRISO aveva appunto trasferito a Bresso la propria sede. L’attività in favore dei Rifugiati divenne quindi un ramo di DONA UN SORRISO, con cui il Comune stipulò un protocollo di intesa per l’attribuzione in uso dei due alloggi. Esiste una valida équipe di sei volontari, che accompagnano gli 11/12 rifugiati ospiti nel loro percorso di integrazione, decidendo le entrate e le uscite.

Per il 2013 e 2014 tutte le spese furono sostenute da contributi pervenutici dalla Caritas Ambrosiana, mentre attualmente possiamo mantenere questa attività finanziati da fonti un po’ più diversificate (Tavola Valdese, Chiesa Cattolica, Fondazione Banca del Monte di Lombardia e qualche offerta di privati).

Sin dall’inizio, tutto questo è stato realizzato a titolo volontario, senza alcun tipo di rimborso o compenso per nessuno. Per di più, rimangono a carico dei Soci le spese di gestione. Sono molto poche, in quanto tutto è svolto in economia, senza alcun apparato. Ciascuno lavora a casa propria usando il proprio telefono e computer. Anche i viaggi all’estero sono a carico di chi li compie. Possiamo quindi affermare che le offerte dei Benefattori vengono integralmente trasferite a destinazione. Un veloce sguardo ai nostri bilanci, presenti in questo stesso sito, è sufficiente per rendersi conto di questa cosa.

Attualmente siamo 15 soci e tutti, in un modo o in un altro, operano a seconda delle proprie capacità e disponibilità di tempo al buon funzionamento delle varie attività associative.