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I rifugiati politici nostri ospiti – 2026

La nostra Associazione, fondata nel 1998, opera dal 2012 anche nel campo dell’accompagnamento di Rifugiati Politici, richiedenti asilo, o categorie assimilabili, nel loro difficile percorso verso l’integrazione con la società italiana.
In pratica, le persone di cui ci occupiamo necessitano di risolvere alcuni problemi pratici, quali:

  • l’apprendimento della lingua italiana,
  • l’ottenimento di un lavoro che permetta loro quanto meno una sopravvivenza decente,
  • l’ottenimento di un’adeguata ed autonoma soluzione

Ma non è tutto qui. Hanno bisogno di non sentirsi come dei corpi estranei e neppure ospiti indesiderati, bensì come elementi utili e necessari per il funzionamento della nostra società, in piena evoluzione demografica, culturale e sociale.
Per realizzare tutto questo, ospitiamo queste persone in quattro appartamenti:

  • due ci sono offerti in uso dal Comune di Bresso,
  • uno ci è offerto in comodato dalla Comunità Parrocchiale di Bresso,
  • uno ci è offerto in affitto dalla Cooperativa Uniabita di Cinisello Balsamo,
  • uno ci è offerto in uso da un generoso proprietario a Cinisello Balsamo.

Ogni appartamento ospita quattro persone, tranne l’ultimo, che ne ospita due. Nel corso di dodici mesi sono stati quindi accolti ventiquattro rifugiati, tutti di sesso maschile, tenuto conto delle uscite e dei nuovi ingressi.

Ogni alloggio viene seguito da una coppia di volontari. I rifugiati debbono autogestire il funzionamento dell’alloggio, rispettando regole scritte che vengono condivise nel momento dell’accoglienza. Costante è il rapporto e la disponibilità nei loro confronti per le difficoltà più diverse che incontrano (lavorative, burocratiche, sanitarie, relazionali).

Vengono aiutati nella ricerca attiva di lavoro e vengono offerte loro opportunità formative e, se possibile, lavorative. Con ognuno di loro si stila un patto scritto, periodicamente rivisto, che fissa tappe e impegni per la loro maturazione ed il successivo inserimento a pieno titolo nella società, dopo aver raggiunto l’autonomia dal punto di vista lavorativo ed abitativo.

Almeno una volta al mese l’intero gruppo dei dieci volontari si ritrova per fare il punto della situazione in ciascuna delle quattro case, condividendo problemi e soluzioni per i vari ospiti.

Periodicamente vengono proposti pranzi o cene insieme, per approfondire la reciproca conoscenza e incentivare la comunicazione di esperienze e visioni.

Gli alloggi vengono mantenuti in buone condizioni di manutenzione ordinaria.

Presentiamo ora succintamente i rifugiati accolti nel corso di questi dodici mesi. E’ importante conoscere le loro storie perché dietro ogni nome c’è una persona con le sue speranze, le sue ferite, i suoi progetti di vita, per lei stessa e per i suoi cari.

Bresso 1  (Comune di Bresso)

1) A. A., nato nel 2002 in Somalia. Titolare di permesso per asilo politico; viene protetto perché gli è stato  impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana.
Lavorava come magazziniere a tempo determinato.  Perso questo impiego, ha cercato con grande forza di volontà nuovi lavori, da noi sostenuto. Prima ha lavorato in un negozio di minuterie metalliche, quindi come lavapiatti.
Ha lasciato la casa nell’ottobre 2025, trovando un alloggio in condivisione.

2) A. H., nato nel 1996 in Afghanistan. Titolare di permesso per asilo politico.
E’ arrivato in Italia nell’agosto 2021, con la missione Aquila. In seguito al rientro al potere del governo Taliban è stato evacuato da Kabul con un volo della nostra Aeronautica militare.  Rimanendo in patria sarebbe stato sicuramente ucciso dalle forze armate del nuovo governo.
Lavora a Sesto S.G.   Ha lavorato in prova, poi a tempo determinato; infine è stato assunto come apprendista per tre anni.  Tali assunzioni portano in genere all’assunzione a tempo indeterminato.
Ha avviato la pratica per il ricongiungimento familiare.
Ha svolto un corso di pasticceria.
 E’ stato iscritto al Centro provinciale di istruzione adulti di Bresso per il corso di italiano.
Avendo terminato il proprio percorso di inserimento sociale, è uscito dalla casa nell’estate 2025. 

3) M. D., nato nel 2003 in Guinea. Richiedente asilo.
Ha iniziato a lavorare con una borsa lavoro presso una cooperativa che cura il verde. L’impiego è stato reperito grazie all’aiuto di Comunità Nuova di Milano, che ci ha aiutato nella ricerca attiva di lavoro per i nostri ospiti, grazie ad un finanziamento ottenuto per dodici mesi dalla Chiesa Valdese.
Al termine della borsa è rimasto disoccupato e lo sabbiamo sostenuto ricerca di lavoro.
Grazie a Comunità Nuova ha frequentato un corso di formazione per magazziniere. Ora fa il magazziniere a Lainate, con contratto fino all’8/12/2026.
Grande appassionato di calcio, gioca con il Sant’Ambroeus di Milano, la squadra di rifugiati di Milano e hinterland. Ora la squadra è in terza categoria FIGC.

4) D. A., nato nel 1973 in Mali. Titolare di protezione sussidiaria. Viene protetto in quanto, se ritornasse nel Paese di origine, andrebbe incontro a rischi per la sua incolumità.
Ha terminato un lavoro a tempo determinato per servizi di portineria notturna.
Ha poi lavorato a tempo determinato mesi come guardiano a Leroy Merlin, ma il contratto non è stato rinnovato.
Ora è disoccupato ed è da noi sostenuto economicamente per la sua sussistenza.
Ha problemi di salute, lo seguiamo nelle terapie.
Considerata la sua età e la difficoltà di inserimento, stiamo valutando con lui la possibilità di un suo ritorno definitivo in patria, con il nostro aiuto.

5) A. A. H., nato nel 1990 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria.

Lavorava come facchino presso un hotel a Milano; ha dovuto però dimettersi a fine giugno perché non riesce a lavorare, data l’artrosi a schiena e spalla.
Necessita di fisioterapia e farmaci.
Deve frequentare un corso di italiano data la scarsa conoscenza della lingua. Lo si può iscrivere a Bresso per conseguire il livello A2 presso il CPIA (Centro provinciale istruzione adulti).
Non ha reti amicali o parentali di supporto, né qui né in Somalia.

6) A. G., nato in Sud Sudan nel 1998. Titolare di protezione sussidiaria.
In possesso di contratto a tempo determinato con possibilità di proroga come operaio in zona Gorla.
In possesso di licenza di scuola media inferiore.
Si prevede che possa uscire dall’alloggio a breve.

Bresso 2  (Comune di Bresso)

1) B. C., nato nel 2000 in Mali. Titolare di permesso per protezione speciale. È un permesso di soggiorno che può essere concesso al richiedente asilo che potrebbe subire persecuzioni o tortura o trattamenti inumani e degradanti nel caso di ritorno nel Paese di origine.  Dal 2023 ha sostituito il permesso per motivi umanitari.
Ha un contratto di lavoro come giardiniere a tempo pieno.
Lo abbiamo seguito nel lungo iter di regolarizzazione dei suoi documenti.  Come a volte accade, nei documenti viene scambiato nome con cognome o li si riporta in modo differente ed i dati vanno unificati.
E’ uscito dalla casa nel novembre 2025, andando a vivere in un alloggio condiviso con altri stranieri.

2) A. S., nato nel 2004 in Somalia. Titolare di permesso per asilo politico.
Ha effettuato un corso professionale ad indirizzo meccanico. Ha inizialmente trovato un impiego come operaio specializzato.  L’incarico non è stato rinnovato ed ora lavora come magazziniere. 

3) R. M., nato in Pakistan nel 1984.  Titolare di permesso per protezione speciale, ora convertito in permesso per lavoro autonomo.
Ha camminato per due anni dal suo Paese, lungo la pericolosa rotta balcanica, raggiungendo l’Italia dal confine italo/sloveno. Durante il percorso è stato raggiunto dalla notizia della morte della figlia di due anni, a causa di una bronchite non curata.
Ha aperto partita IVA per lavorare con GLOVO o Deliveroo. 
Sta cercando un alloggio per uscire dalla nostra casa. E’ interessato al ricongiungimento familiare.

4) H. N. R. A., nato in Benin nel 1996.  Richiedente asilo, in attesa di rilascio di permesso per protezione speciale .
Lavorava a chiamata per installazione di attrezzature per concerti, ma era rimasto senza lavoro.
Ha poi conseguito un attestato come idraulico.  Le spese per tale corso sono state coperte dalla Chiesa Valdese.   Grazie a ciò, è stato assunto con contratto di apprendistato.
In Benin vivono la moglie, una figlia e i genitori. La figlia è malata e, grazie al nostro aiuto, è ora in Italia con la madre, per ricevere cure non attuabili in Benin.  

5) A. M. H., nato in Somalia nel 2004.  Titolare di permesso per asilo politico.
Ha conseguito la licenza media inferiore.
Vorrebbe qualificarsi come operatore elettrico.
Lavora a tempo determinato presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Via Corelli, Milano.

6) A. G., nato in Burkina Faso nel 1994. Titolare di permesso per protezione sussidiaria.
E’ stato assunto a tempo indeterminato a Bollate come saldatore.
Ha moglie e figlio in Africa e desidera ricongiungersi con loro in Italia.
L’azienda di Bollate gli ha trovato un alloggio ed è uscito dalla nostra casa.

Cinisello 1  (Coop. Uniabita)

1) A. Y. G., nato nel 2002 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria; viene protetto in quanto, se ritornasse nel Paese di origine, andrebbe incontro a rischi per la sua incolumità.
Coniugato e padre di un bimbo di 5 anni (in Somalia con la madre).
Ha lavorato a tempo determinato fino al 30.6.26 presso Eurocom Cavi di Baranzate.  Ora ha trovato un altro lavoro a tempo determinato fino alla fine dell’estate.
Ha superato in maggio l’esame per il livello A2 di lingua italiana al CPIA (Centro provinciale istruzione adulti) di Cinisello B.
A settembre si iscriverà al corso per conseguire la licenza media inferiore al CPIA di Cinisello B.
In primavera ha conseguito la patente di guida B ed ha acquistato un’auto usata, molto utile per lavorare.

2) A. A. D., nato nel 1994 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria.
E’ stato assunto a tempo indeterminato come operatore polivalente presso il Centro di accoglienza straordinaria per migranti della Croce Rossa Italiana a Bresso.
Ha conseguito il livello di conoscenza A2 di lingua italiana presso il CPIA di Cinisello B.
Ha ottenuto in giugno la licenza media inferiore presso il CPIA di Cinisello B.
Ha superato l’esame di teoria per la patente di guida; questa estate sosterrà l’esame di pratica.
Soffre di lombosciatalgia destra, ma la sta gestendo con un corsetto.
Gli piacerebbe fare un corso per Operatore socio sanitario ma non riesce perchè lavora. 

3) A. H. S., nato nel 1993 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria.
Lavora presso il Centro di accoglienza straordinaria della Croce Rossa Italiana a Bresso con un contratto a tempo indeterminato.
E’ stato arbitro di calcio per hobby, poi ha dovuto smettere per impegni di lavoro.
Ha conseguito un titolo come elettricista alla Fondazione Mazzini.
Ha ottenuto il diploma di media inferiore presso il CPIA di Bresso.
Ha conseguito in giugno la patente di guida B a Cinisello B.
All’inizio dell’anno è divenuto socio di Uniabita e, da noi assistito, ha seguito tutte le pratiche che lo hanno portato ad ottenere un alloggio Uniabita in affitto in Via Bramante 15, Cinisello B.
Lo sta arredando e a breve si trasferirà, richiedendo il ricongiungimento familiare con la moglie (non ha figli).
Potremo così accogliere un nuovo rifugiato in Via Marconi.  

4) A. A., nato nel 1990 in Somalia – Titolare di protezione sussidiaria.
Lavora presso il Centro di accoglienza straordinaria della Croce Rossa Italiana a Bresso. Il suo contratto è stato rinnovato per altri sei mesi, fino al 31 dicembre 2026, poi potrebbe essere assunto a tempo indeterminato.
Vorrebbe lavorare come Ausiliario sociosanitario oppure come Operatore sociosanitario (in Somalia era infermiere, ma il titolo in Italia non è riconosciuto), ma preferisce cercare di essere assunto stabilmente in Croce Rossa. I suoi attuali impegni di lavoro non gli consentirebbero di frequentare tali corsi.
Ha moglie e cinque figli in Somalia.
Ha ottenuto in Croce Rossa la certificazione di conoscenza della lingua italiana di livello A2.
Ha conseguito licenza media inferiore al CPIA di Cinisello B.

Bresso 3   (Comunità Pastorale di Bresso)

1) M. B., nato nel 1998 in Bangladesh. Titolare di permesso per asilo politico; viene protetto perchè gli è stato  impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana.
In Bangla Desh viveva con la moglie, un figlio, la madre e due sorelle, ed era l’unico sostegno di famiglia. E’ interessato a ricongiungimento familiare con moglie e figlio.  Cerchiamo sempre di aiutare i nostri ospiti in tal senso, anche dopo l’uscita dagli appartamenti da noi gestiti.
Grazie al nostro aiuto è stato assunto a tempo pieno ed indeterminato presso un’azienda  come giardiniere. Sa anche imbiancare a livello professionale.
La ditta che lo ha assunto gli ha trovato un alloggio in affitto a Pieve Emanuele ed ha lasciato il nostro alloggio nel maggio 2026.

2) A. Z., nato nel 1993 in Pakistan. Titolare di permesso per lavoro subordinato, essendo entrato in Italia come minorenne non accompagnato. I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea e gli apolidi di età inferiore agli anni 18, privi di assistenza e rappresentanza legale, non possono essere respinti alla frontiera italiana.  Giunto alla maggiore età, ha trovato lavoro ed ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
Per arrivare in Italia, ha dovuto partire dal Pakistan e camminare per per due anni, attraversando i Balcani, subendo traversie e violenze.   Proveniva da un contesto familiare molto precario.
E’ stato prima assunto con contratto di apprendistato in pizzeria a Milano; a maggio 2025 il contratto è divenuto a tempo indeterminato.
Ha conseguito in maggio 2025 la patente di guida B. Parte dei costi sono stati sostenuti dalla Chiesa Valdese, che ha finanziato per 12 mesi da maggio 2024 alcune spese che sosteniamo per l’accoglienza dei rifugiati. 
Ha trovato casa a Legnano con un suo parente ed ha lasciato il nostro appartamento nel novembre 2025.

3) H. M. A., nato nel 1998 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria. Viene protetto in quanto, se ritornasse nel Paese di origine, andrebbe incontro a rischi per la sua incolumità.
Ha svolto un tirocinio a tempo pieno presso un locale di ristorazione di Milano dove poi era stato assunto.  Ora lavora sempre nel campo della ristorazione ma con un’agenzia interinale. 
Si è iscritto al corso di italiano, livello A2 al CPIA (Centro provinciale istruzione adulti) di Bresso e riesce a frequentarla. Continua però ad essere aiutato nello studio dell’italiano da una volontaria.

4) S. S., nato nel 1998 in Burkina Faso.  Richiedente asilo; ha presentato richiesta di protezione internazionale ed è in attesa di una risposta da parte dello Stato italiano. 
Ha terminato un corso di saldatore con stage. Gli hanno detto che potrebbe essere chiamato per assunzione presso una ditta.
Ha conseguito patente di guida B.   Potrebbe iscriversi a corso per patente C – parte teorica.
E’ iscritto al corso di italiano presso il Centro provinciale di istruzione adulti di Bresso.

5) J. A. A., nato nel 2003 in Somalia. Permesso per asilo politico.
Lavora in prova presso ditta di cartotecnica ad Assago. Possibile assunzione a tempo indeterminato.
In possesso di licenza media, patentino per carrello elevatore.
Buona conoscenza della lingua italiana.

6) Z. B., nato nel 1996 in Burkina Faso. Titolare di protezione sussidiaria.
Ha conseguito il livello A1 per la lingua italiana.
E’ assunto come magazziniere a tempo indeterminato a Rozzano.

Cinisello Balsamo 2 (concessa in uso dal proprietario)

1) M. N., nato nel 2000 in Burkina Faso. Titolare di protezione sussidiaria.
Lavora a tempo pieno e a tempo determinato come saldatore a Rozzano.
Deve migliorare la conoscenza dell’italiano.

2) H. B., nato nel 1993 in Burkina Faso. Titolare di protezione sussidiaria.
Ha trovato lavoro con agenzia interinale come magazziniere a Cologno M.se. 
Deve migliorare la conoscenza dell’italiano; potrebbe iscriversi al CPIA per corso di italiano.

Ogni rifugiato sopra elencato è stato da noi accettato dopo colloqui con i responsabili delle nostre rispettive case e dopo la sottoscrizione di precisi accordi.
Tutti ci sono stati presentati da uno degli Enti di seguito indicati mediante una relazione scritta dei rispettivi educatori e/o assistenti sociali.

  • Comune di Milano – SAI – Sistema Accoglienza ed Integrazione. Il Ministero dell’Interno, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e  l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno realizzato questo Sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle Istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed Enti locali.
  • Comunità Nuova di Milano. Associazione no profit che opera nel campo del disagio e della promozione delle risorse dei più giovani. È stata fondata da don Gino Rigoldi, ex cappellano dell’Istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria” di Milano.
  • Il Balzo ETS – Casa di Betania, Rozzano. E’ un centro di accoglienza per rifugiati politici, richiedenti asilo, titolari di protezione sussidiaria.
  • I Martinitt. Fa parte dell’Azienda di Servizi alla Persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio, ente pubblico di Milano che unisce storiche istituzioni benefiche milanesi nate per l’assistenza agli anziani, ai minori in difficoltà e agli orfani.  Svolge anche attività di prima accoglienza per minori stranieri, ospitandoli fino alla maggiore età.
  • Croce Rossa Italiana. Accoglie i migranti, offrendo supporto e protezione a persone in fuga da situazioni di conflitto, violenza o persecuzione, sia nei porti che nelle zone di transito e frontiera e all’interno dei centri di accoglienza. La Croce Rossa collabora con la Rete SAI per garantire l’accoglienza dei profughi. Il Ministero dell’Interno, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e  l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno realizzato questo Sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle Istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed Enti locali. 
  • Ser.Co.P. – Azienda Speciale dei Comuni del Rhodense per i Servizi alla persona. Tra le sue attività è compresa l’accoglienza di migranti.   Il progetto fa parte della rete nazionale SAI, istituita dal Ministero dell’Interno.
  • Comune di Cesano Boscone.  Insieme alla Fondazione Sacra Famiglia Onlus, fa parte della rete SAI. L’accoglienza è garantita in un piccolo centro collettivo da 17 posti letto.
  • Refugees Welcome Italia. E’ un’organizzazione indipendente che promuove la mobilitazione dei cittadini e delle cittadine per favorire l’inclusione sociale di persone rifugiate e migranti.
  • Cooperativa sociale Intrecci, Varese. D’intesa con il Comune di Varese offre prima accoglienza a rifugiati e richiedenti asilo.

Presso tutti questi Enti l’accoglienza è temporanea; al suo scadere gli ospiti devono lasciare l’alloggio e si trovano frequentemente privi di ogni sistemazione, con il rischio di finire senza fissa dimora e veder così naufragare il loro progetto di vita.

Senza residenza non è possibile ottenere il medico di base, né una carta di identità e quindi nemmeno un lavoro regolare, né regolari cure mediche, né opportunità formative e di istruzione.

Ospitare queste persone svantaggiate significa sottrarle ad un destino incerto e consentire loro altro tempo per poter inserirsi a pieno titolo nella nostra società.
Questo è un bene per loro ma anche per il nostro Paese, sempre più anziano e poco dinamico.
A volte si realizzano anche ricongiungimenti familiari, da noi favoriti e promossi. Ciò consente ai nostri ospiti (o ex ospiti) di realizzare il loro sogno: una vita insieme ai loro cari in un paese dove non c’è guerra né fame e le malattie vengono curate.

Purtroppo il numero di quanti, presentati dai Centri di accoglienza, bussano alla nostra porta è ben superiore alle nostre possibilità di ospitalità. Sappiamo quindi che per ogni persona che accogliamo altri restano abbandonati ad un incerto destino.

Tuttavia facciamo quanto è in nostro potere e siamo molto riconoscenti nei confronti dei nostri Benefattori e di quanti a vario titolo rendono possibili questi nostri sforzi.

Prevediamo di aggiornarvi annualmente sull’andamento delle nostre attività a favore dei rifugiati, ma siamo comunque disponibili ad offrire informazioni in qualsiasi momento, anche per quanto riguarda le altre attività che svolgiamo all’estero a favore dei nostri fratelli e sorelle meno fortunati/e.