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I rifugiati politici nostri ospiti

La nostra Associazione, fondata nel 1998, opera dal 2012 anche nel campo dell’accompagnamento di rifugiati politici, richiedenti asilo, o categorie assimilabili, nel loro difficile percorso verso l’integrazione con la società italiana.
In pratica, le persone di cui ci occupiamo necessitano di risolvere alcuni problemi pratici, quali: l’apprendimento della lingua italiana, l’ottenimento di un lavoro che permetta loro quanto meno una sopravvivenza decente, l’ottenimento di un’adeguata ed autonoma soluzione alloggiativa.
Ma non è tutto qui: hanno bisogno di non sentirsi come dei corpi estranei e neppure ospiti indesiderati, bensì come elementi utili e necessari per il funzionamento della nostra società, in piena evoluzione demografica, culturale e sociale.
Per realizzare tutto questo, ospitiamo queste persone in quattro appartamenti:
 – due ci sono offerti in uso dal Comune di Bresso,
 – uno ci è offerto in comodato dalla Comunità Parrocchiale locale,
 – uno ci è offerto in affitto dalla Cooperativa UNIABITA di Cinisello Balsamo.
Ogni appartamento ospita quattro persone. Nel corso di dodici mesi sono stati quindi accolti sedici rifugiati, tutti di sesso maschile. Uno di loro è uscito per un diverso percorso ed è stato prontamente sostituito.
Ogni alloggio viene seguito da una coppia di volontari. I rifugiati debbono autogestire il
funzionamento dell’alloggio, rispettando regole scritte che vengono condivise nel momento dell’accoglienza. Costante è il rapporto e la disponibilità nei loro confronti per le difficoltà più diverse che incontrano (lavorative, burocratiche, sanitarie, relazionali).
Vengono aiutati nella ricerca attiva di lavoro e vengono offerte loro opportunità formative e, se possibile, lavorative. Con ognuno di loro si stila un patto scritto, periodicamente rivisto, che fissa tappe e impegni per la loro maturazione ed il successivo inserimento a pieno titolo nella società,
dopo aver raggiunto l’autonomia dal punto di vista lavorativo e abitativo.
Almeno una volta al mese l’intero gruppo degli otto volontari si ritrova per fare il punto della situazione in ciascuna delle quattro case, condividendo problemi e soluzioni per i vari ospiti.
Periodicamente vengono proposti pranzi o cene insieme, per approfondire la reciproca conoscenza e incentivare la comunicazione di esperienze e visioni.
Gli alloggi vengono mantenuti in buone condizioni di manutenzione ordinaria.
Presentiamo ora succintamente i rifugiati accolti nel corso di questi dodici mesi. È importante
conoscere le loro storie perché dietro ogni nome c’è una persona con le sue speranze, le sue ferite, i suoi progetti di vita, per lei stessa e per i suoi cari.

  • A. A., nato nel 2002 in Somalia. Titolare di permesso per asilo politico.
    È fuggito dal suo paese perché vi era perseguitato e correva serio pericolo per la sua incolumità fisica. La Somalia è un paese noto per decenni di violenze, guerre e povertà. Attualmente una grave situazione climatica sta comportando uno sfollamento di 3,6 milioni di persone.
    Lavorava come magazziniere a tempo determinato. Perso questo impiego, ha cercato con grande forza di volontà nuovi lavori, ma sta incontrando difficoltà in tal senso. Lo stiamo sostenendo nella ricerca. Ha la patente per l’uso del muletto.
  • A. H., nato nel 1996 in Afghanistan. Titolare di permesso per asilo politico.
    È arrivato in Italia nell’agosto 2021, con la missione Aquila. In seguito al rientro al potere del governo Taliban è stato evacuato da Kabul con un volo della nostra Aeronautica militare. Rimanendo in patria sarebbe stato con ogni probabilità ucciso dalle forze armate del nuovo governo.
    Lavora a Sesto S.G. Prima ha lavorato in prova, poi a tempo determinato e infine è stato assunto come apprendista per tre anni. Tali assunzioni portano in genere all’assunzione a tempo indeterminato.
    Ha avviato la pratica per il ricongiungimento familiare. Ha svolto un corso di pasticceria; ha conseguito la patente per il muletto. Si è iscritto al corso per la patente di guida B.
    È stato iscritto al Centro provinciale di istruzione adulti di Bresso per un corso di italiano.
    Avendo terminato il proprio percorso di inserimento sociale, è uscito dalla casa nel mese di luglio 2025 ed ora stiamo esaminando le candidature per accogliere un nuovo ospite
  • M. D., nato nel 2003 in Guinea. Richiedente asilo.
    In Guinea è al governo una giunta militare e le organizzazioni internazionali hanno denunciato violazioni dei diritti umani, tra cui arresti arbitrari, torture e repressione delle proteste.
    Ha iniziato a lavorare con una borsa lavoro presso una cooperativa che cura il verde. L’impiego è stato reperito grazie all’aiuto di Comunità Nuova di Milano, che ci ha aiutato nella ricerca attiva di lavoro per i nostri ospiti, grazie ad un finanziamento ottenuto per dodici mesi dalla Chiesa Valdese.
    Al termine della borsa è rimasto disoccupato e lo stiamo sostenendo nella ricerca di lavoro.
    Ha sostenuto con successo l’esame di magazziniere.
    Parla male l’italiano; prevediamo di iscriverlo al corso di italiano presso il Centro provinciale di istruzione adulti di Bresso a settembre.
    Grande appassionato di calcio, gioca con il Sant’Ambroeus di Milano, la squadra di rifugiati di Milano e hinterland. Ora la squadra è in terza categoria FIGC.
  • D. A., nato nel 1973 in Mali. Titolare di protezione sussidiaria. È un permesso di soggiorno che viene concesso quando la persona, se ritornasse nel Paese di origine, andrebbe incontro al rischio di un danno grave, come quello derivante da situazioni di conflitto armato. Il Mali è governato da una giunta militare, che ha vietato la costituzione di partiti politici e da anni vi è in corso una guerra civile con la presenza della jihad islamica.
    Ha terminato il lavoro a tempo determinato per servizi di portineria notturna. Ora è disoccupato, cerca impiego ed è da noi sostenuto economicamente per la sua sussistenza.
    Ha problemi di salute, lo seguiamo nelle terapie.
    E’ interessato al ricongiungimento familiare.
  • B. C., nato nel 2000 in Mali. Titolare di permesso per protezione speciale. È un permesso di soggiorno che può essere concesso al richiedente asilo che potrebbe subire persecuzioni o tortura o trattamenti inumani e degradanti nel caso di ritorno nel Paese di origine .
    Rimasto inizialmente senza occupazione, ha ora un contratto di lavoro come giardiniere a tempo pieno che terminerà alla fine dell’estate 2025.
    Lo abbiamo seguito nell’iter di regolarizzazione dei documenti. Come a volte accade, nei documenti viene scambiato nome con cognome o li si riporta in modo differente ed i dati vanno unificati: è una procedura lunga e laboriosa, ma necessaria.
  • A. S., nato nel 2004 in Somalia. Titolare di permesso per asilo politico. Ha effettuato un corso professionale ad indirizzo meccanico. Ha inizialmente trovato un impiego come operaio specializzato. L’incarico non è stato rinnovato e con il nostro aiuto è alla ricerca di una nuova occupazione.

  • R. M., nato in Pakistan nel 1984. Titolare di permesso per protezione speciale.
    Ha camminato per due anni dal suo paese, lungo la pericolosa rotta balcanica, raggiungendo l’Italia dal confine italo/sloveno. Durante il percorso è stato raggiunto dalla notizia della morte della figlia di due anni, a causa di una bronchite non curata.
    Il lungo viaggio ed il lutto gli hanno provocato traumi psicologici ed è ora seguito da una psicoterapeuta. Il suo grande desiderio è poter ricongiungersi con la famiglia in Italia.
    Ha aperto partita IVA per lavorare con GLOVO. Il suo stipendio è molto basso e lo sosteniamo economicamente.
    Deve migliorare il suo italiano; a tal fine ha iniziato un corso di italiano presso il Centro provinciale di istruzione adulti.
  • H. N. R. A., nato in Benin nel 1996. Richiedente asilo. Il Benin è un paese dell’Africa occidentale relativamente stabile, ma dilaniato dal 2021 da un’insurrezione islamica, che attualmente si sta intensificando.
    Ha frequentato un corso per uso muletto a Cinisello B.
    Si è iscritto ad un corso di idraulico, in partenza a settembre 2025. Le spese per tale corso sono state coperte dalla Chiesa Valdese. Dovrebbe così entrare in possesso di competenze che lo aiuteranno a trovare un lavoro stabile e sufficientemente retribuito.
    In Benin vivono la moglie, una figlia malata e i genitori.
  • M. B., nato nel 1998 in Bangladesh. Titolare di permesso per asilo politico.
    In Bangladesh viveva con la moglie, un figlio, la madre e due sorelle, ed era l’unico sostegno di famiglia. È interessato a ricongiungimento familiare con moglie e figlio. Cerchiamo sempre di aiutare i nostri ospiti in tal senso, anche dopo l’uscita dagli appartamenti da noi gestiti. Stiamo cercando con lui un alloggio nella zona del basso milanese / pavese / lodigiano, in collegamento alla sua uscita di casa per un possibile trasferimento in quella zona.
    Grazie al nostro aiuto è stato assunto a tempo pieno ed indeterminato presso un’azienda come giardiniere. Sa anche imbiancare a livello professionale. Un nostro volontario gli insegna l’italiano, dato che lo parla in modo insoddisfacente. Su nostra sollecitazione si è iscritto al Centro Provinciale Istruzione Adulti (di seguito anche CPIA) alla scuola di lingua italiana. Si è anche iscritto al corso di patente di guida B, utile per il lavoro.

     

  • A. Z., nato nel 1993 in Pakistan. Titolare di permesso per lavoro subordinato, essendo entrato in Italia come minorenne non accompagnato.
    I cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea e gli apolidi di età inferiore agli anni 18, privi di assistenza e rappresentanza legale, non possono essere respinti alla frontiera italiana. Giunto alla maggiore età, ha trovato lavoro ed ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.
    Per arrivare in Italia, ha dovuto partire dal Pakistan e camminare per per due anni, attraversando i Balcani, attraversando traversie e subendo violenze. Proveniva da un contesto familiare molto precario.
    Cerca casa per ricongiungimento con la moglie. Non ha figli.
    E’ stato prima assunto con contratto di apprendistato in una pizzeria a Milano; nel maggio scorso il contratto è divenuto a tempo indeterminato.
    Ha conseguito in maggio la patente di guida B. Parte dei costi sono stati sostenuti dalla Chiesa Valdese, che ha finanziato per 12 mesi da maggio 2024 alcune spese che sosteniamo per l’accoglienza dei rifugiati.

     

  • H. M. A., nato nel 1998 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria.
    Ha svolto un tirocinio a tempo pieno presso un locale di ristorazione di Milano. Ha manifestato una grande volontà ed umiltà nell’apprendere, partendo dai compiti più semplici, unitamente alla puntualità ed alla disponibilità a coprire frequenti turni extra. È stato quindi assunto a tempo indeterminato presso tale locale.
     La sua conoscenza dell’italiano è scarsa e va migliorata. La frequenza a corsi formali è ostacolata dal lavoro su turni. Continua però ad essere aiutato nello studio dell’italiano da una volontaria.
  • S. S., nato nel 1998 in Burkina Faso. Ha presentato richiesta di protezione internazionale ed è in attesa di una risposta da parte dello Stato italiano. Il Burkina Faso è un paese preda di una delle crisi umanitarie più trascurate, governato da una giunta militare e devastato da un conflitto interno con gruppi jihadisti.
  • A. Y. G., nato nel 2002 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria.
    Coniugato e padre di un bimbo di 5 anni (in Somalia con la madre).
    In Maggio ha lasciato un lavoro dove veniva sfruttato: gli pagavano solo i due terzi delle ore lavorate. Tali esperienze di sfruttamento non sono rare; in tal caso interveniamo per tutelare i rifugiati, contattando i datori di lavoro e a volte avviando vertenze sindacali. Ha ricercato con costanza un’altra occupazione ed ha ora trovato un nuovo lavoro come operaio per sei mesi presso una ditta di Baranzate che produce cavi elettrici.
    È iscritto al corso di italiano al Centro provinciale di istruzione per adulti di Cinisello B. Deve sostenere l’esame per conseguire il livello A2.
    Si è iscritto al corso di patente di guida B. Si prepara all’esame teorico usando il PC di casa. Il PC è stato acquistato con fondi concessi alla nostra Associazione dalla Chiesa Valdese, che ha finanziato parte delle nostre attività a favore dei rifugiati per dodici mesi da maggio 2024. Anche i costi di iscrizione alla parte teorica del corso di guida sono stati sostenuti con fondi ottenuti dalla Chiesa Valdese. Come Associazione infatti siamo alla costante ricerca di fondi concessi da altri Enti, in aggiunta a quanto percepiamo da donatori privati e dal cinque per mille statale.
  • A. A. D., nato nel 1994 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria. E’ stato assunto a tempo indeterminato come operatore polivalente presso il Centro di accoglienza straordinaria per migranti della Croce Rossa Italiana a Bresso.
    Ha frequentato il CPIA di Cinisello B. e a maggio ha conseguito la certificazione del livello A2 di conoscenza della lingua italiana.
    Si è iscritto al corso per la licenza media inferiore presso il CPIA di Cinisello B. Si è anche iscritto al corso di patente di guida B; tali costi sono stati coperti dai fondi rivenienti dalla Chiesa Valdese.
    Lo stiamo seguendo per alcuni problemi di salute. Non sono problemi gravi ma i nostri ospiti hanno in genere bisogno di un supporto per le questioni burocratiche e di salute. Sono spesso complicate per noi italiani, ma per loro lo sono molto di più.
  • A. H. S., nato nel 1993 in Somalia. Titolare di protezione sussidiaria.
    Ha conseguito la licenza di scuola media inferiore al CPIA di Bresso. Ha ottenuto il patentino per la conduzione di carrelli elevatori. Ha lavorato come operatore polivalente a tempo determinato presso il Centro di accoglienza straordinaria della Croce Rossa Italiana a Bresso. Data la sua affidabilità e competenza, a fine luglio 2025 è stato assunto a tempo indeterminato presso tale Centro.
    Svolge l’attività di arbitro di calcio per le partite delle squadre giovanili.
    Si è iscritto al corso di patente di guida B; tali costi sono stati coperti dai fondi rivenienti dalla Chiesa Valdese.
    Ha terminato in primavera un corso base per elettricista presso la Fondazione Mazzini di Cinisello B. ed anche questo costo è stato coperto dalla Chiesa Valdese.
  • A. A., nato nel 1990 in Somalia – Titolare di protezione sussidiaria.
    Avendo dato prova di affidabilità e competenza, è stato assunto a tempo determinato dal 1/7/25 al 30/6/26 dalla Croce Rossa Italiana, presso il Centro di Accoglienza straordinaria per migranti di Bresso.
    Ha genitori, moglie e cinque figli in Somalia. Vorrebbe effettuare il ricongiungimento familiare. Purtroppo questa legittima aspirazione si può realizzare con grandi difficoltà, a volte parzialmente e dopo un discreto lasso di tempo.
    In Croce Rossa ha sostenuto ha conseguito il livello A2 di lingua italiana.
    In Somalia era infermiere. Gli abbiamo fatto presente che il suo titolo di studio in Italia non è riconosciuto; è più realistico puntare a diventare Operatore socio sanitario.
    A tal fine occorre il diploma di terza media. Si quindi iscritto al corso per il conseguimento di tale diploma presso il CPIA di Cinisello B.

  • W. M., nato nel 1993 in Mali. Titolare di protezione sussidiaria.
    Ha lavorato a tempo determinato come magazziniere a Milano; purtroppo il contratto non è stato rinnovato. Percepisce ora indennità di disoccupazione e sta ricercando lavoro. Ha conseguito il livello A2 in italiano al CPIA di Bresso. Sta prendendo lezioni di lingua italiana presso una volontaria bressese.
    Essendo terminato il percorso di accoglienza, è uscito dalla casa e per ora alloggia presso il Presidente dell’Associazione, in attesa di trovare una sistemazione autonoma.

Ogni rifugiato sopra elencato è stato da noi accettato dopo colloqui con i responsabili delle nostre rispettive case e dopo la sottoscrizione di precisi accordi.
Tutti ci sono stati presentati da uno degli Enti di seguito indicati mediante una relazione scritta dei rispettivi educatori e/o assistenti sociali.

  • Comunità Nuova di Milano. Associazione no profit che opera nel campo del disagio e della promozione delle risorse dei più giovani. È stata fondata da don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria” di Milano, nel 1973.
  • Comune di Rozzano e Comune di Milano – SAI – Sistema Accoglienza ed Integrazione. Il Ministero dell’Interno, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno realizzato questo Sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle Istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed Enti locali.
  • Croce Rossa Italiana. Accoglie i migranti, offrendo supporto e protezione a persone in fuga da situazioni di conflitto, violenza o persecuzione, sia nei porti che nelle zone di transito e frontiera e all’interno dei centri di accoglienza. La Croce Rossa collabora con la Rete SAI per garantire l’accoglienza dei profughi. Il Ministero dell’Interno, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) hanno realizzato questo Sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano, con il coinvolgimento delle Istituzioni centrali e locali, secondo una condivisione di responsabilità tra Ministero dell’Interno ed Enti locali.
  • Ser.Co.P. – Azienda Speciale dei Comuni del Rhodense per i Servizi alla persona. Tra le sue attività è compresa l’accoglienza di migranti. Il progetto fa parte della rete nazionale SAI, istituita dal Ministero dell’Interno. L’ente titolare è Ser.Co.P., mentre l’ente attuatore è il Consorzio Farsi Prossimo, che affida la gestione delle attività alle cooperative Intrecci e Farsi Prossimo.
  • Comune di Cesano Boscone. Insieme alla Fondazione Sacra Famiglia Onlus, fa parte della rete SAI. L’accoglienza è garantita in un piccolo centro collettivo da 17 posti letto.
  • Casa di Betania, Rozzano. E’ un centro di accoglienza per rifugiati politici, richiedenti asilo, titolari di protezione sussidiaria.
  • Refugees Welcome Italia. E’ un’organizzazione indipendente che promuove la mobilitazione dei cittadini e delle cittadine per favorire l’inclusione sociale di persone rifugiate e migranti.

Presso tutti questi Enti l’accoglienza è temporanea; al suo scadere gli ospiti devono lasciare l’alloggio e si trovano frequentemente privi di ogni sistemazione, con il rischio di finire senza fissa dimora e veder così naufragare il loro progetto di vita.
Senza residenza non è possibile ottenere il medico di base, né una carta di identità e quindi nemmeno un lavoro regolare, né regolari cure mediche, né opportunità formative e di istruzione.
Ospitare questi nostri fratelli significa sottrarli ad un destino incerto e consentire loro altro tempo per poter inserirsi a pieno titolo nella nostra società. Questo è un bene per loro ma anche per il nostro Paese, sempre più anziano e poco dinamico.
A volte si realizzano anche ricongiungimenti familiari, da noi favoriti e promossi. Ciò consente ai nostri ospiti (o ex ospiti) di realizzare il loro sogno: una vita insieme ai loro cari in un paese dove non c’è guerra né fame e le malattie vengono curate.
Purtroppo il numero di quanti, presentati dai Centri di accoglienza, bussano alla nostra porta è ben superiore alle nostre possibilità di ospitalità. Sappiamo quindi che per ogni persona che accogliamo altri restano abbandonati ad un incerto destino.

Tuttavia facciamo quanto è in nostro potere e siamo molto riconoscenti nei confronti dei nostri Benefattori e di quanti a vario titolo rendono possibili questi nostri sforzi.