Da quando operiamo in Repubblica Dominicana (2001), e certamente anche da prima, si sono avute molte retate della polizia per scovare gli immigrati haitiani clandestini.
Catturati e caricati su furgoni, vengono riportati da dove provengono, vale a dire ad un inferno dove paura, povertà, disordine e violenza regnano sovrane. Una volta scaricati oltre la frontiera, i rimpatriati hanno un solo obiettivo: quello di rientrare in Repubblica Dominicana. Un po’ di fortuna, un po’ di denaro destinato ad un poliziotto corrotto ed il gioco è fatto.
Il paradosso è che in Repubblica Dominicana l’economia è in decisa fase di crescita e sono molte le industrie che hanno bisogno di reperire mano d’opera. La dinamica in atto consente loro di sfruttare i clandestini haitiani, facendoli lavorare in nero e sottopagandoli.
Ad Haina, la cittadina in cui si trova la scuola da noi sostenuta, fino a poco tempo fa la polizia non era mai entrata. Ora le retate si fanno anche lì, spesso in orario scolastico, per cui accade che alcuni bambini rientrando a casa non trovano la mamma o entrambi i genitori (è costume diffuso che le donne vengano abbandonate da compagni o mariti in fuga dalle responsabilità familiari). L’unica soluzione per questi bambini è aspettare che qualcuno torni presto a prendersi cura di loro. La scuola e la solidarietà dei vicini, che pur nella povertà non manca, cercano di metterci una pezza.
È in questo contesto complesso che lavora Oné Respe, il partner che noi sosteniamo da anni. Purtroppo, nello scorso anno sono deceduti nel giro di un mese i Fondatori, due colonne importantissime di questo organismo. Tuttavia lo spirito e l’entusiasmo degli altri membri di quell’Associazione permangono e le attività continuano.
Tra le baracche in lamiera capita talvolta di vedere auto costose. La gente comune sa a chi appartengono e come queste persone si sono guadagnate il denaro. Questo è uno dei motivi per cui nel suo programma formativo la scuola dedica particolare attenzione all’educazione a quei valori che soli possono garantire una buona e giusta qualità di vita: rispetto, impegno, ricerca del bene proprio ed altrui.
Dona Un Sorriso anche lo scorso anno ha garantito quanto necessario per coprire i costi della mensa scolastica della scuola El Cacique di Haina, destinando i fondi ricevuti con il 5×1000 e integrandoli con altre donazioni.
E mentre fuori dalle aule, tra sporcizia, degrado sociale, penuria e retate, la vita è quella che è, i nostri trecentocinquanta scolari trascorrono momenti in serenità, allietati quotidianamente dal pranzo, sempre molto curato.
Quello di Haina non è un problema che si può risolvere a breve e Dona Un Sorriso non si aspetta che la scuola possa sganciarsi nell’immediato futuro dal suo aiuto. Quello di cui siamo consapevoli però, è che gli scolari di El Cacique possono affrancarsi da una condizione di totale degrado, alla quale diversamente, sarebbero certamente destinati anche da adulti.
