Riflessioni

Sentiamo spesso obiezioni di questo tipo, che sono frutto di analisi assai realistiche:

•    “Si, si… siete bravi perché vi date da fare. Però non risolvete niente. Ci vuole ben altro per risolvere il problema della fame e delle ingiustizie nel mondo. Ci vogliono accordi politici diversi, regole più precise a tutela dei diritti umani, ci vogliono la determinazione e gli strumenti affinchè poi queste regole siano applicate”
•    “Mi sembrate un po’ degli ingenui, combattere come Don Chisciotte contro i mulini a vento!”
•    “Perché mandare aiuti a Paesi così lontani quando anche in casa nostra ne avremmo molto bisogno…”

Certamente ci vuole tutto quanto sopra , oltre a leggi e strumenti per la loro applicazione. Noi siamo però convinti che credere a questo come alla soluzione dei guai del mondo sia una cosa altrettanto ingenua, se non di più.
Il mondo è formato da persone, un po’ come una famiglia. Dobbiamo tutti assieme condividere le sorti della medesima casa, del medesimo pianeta. Vi immaginate una famiglia in cui si regolano i rapporti reciproci solo mediante l’applicazione di norme e codici? La sua struttura portante sono l’amore, il rispetto, la gioia vissuta assieme, il reciproco regalo di serenità.
Il mondo potrà guardare al futuro con una certa serenità solamente se ci sarà un serio lavoro mirante alla pacificazione profonda fra gli uomini, se fra gli uomini ci sarà più comprensione e più amore. Certamente ciascuno può e deve sostenere le forze sociali o politiche che cercano di operare per la pace e per la salvaguardia dei diritti umani, è certamente necessario un lavoro di tipo “politico”, e ci auguriamo che ciascuno lo faccia secondo la propria coscienza, la propria sensibilità ed il proprio sentire.
Ma come far percepire a chi è più sfortunato la notizia che l’umanità non è tutta da buttar via, che c’è chi si pone seriamente questi problemi, qualcuno che è disposto anche a qualche sacrificio, e a correre qualche rischio? La sensazione peggiore che i poveri dei paesi poveri provano è la mancanza di speranza, la mancanza di segnali. Vogliamo essere uno di questi piccoli segnali, un motivo di speranza, un motivo di gioia? Una volta Davide ha vinto Golia, ma nella storia mille e mille volte Golia ha vinto su Davide. Questo lo sappiamo, ma ciò nonostante noi andiamo avanti a credere che Davide potrà farcela ancora, se i tempi sono maturi. Noi siamo qui a cercare di mettere in mano a Davide una fionda nuova, con un bell’elastico senza screpolature.

Dare speranza a chi non ha alcun motivo per averne è una cosa troppo bella.