Rifugiati e Covid-19

In questo articolo Giulio Fortunio descrive cosa è successo negli ultimi mesi agli ospiti delle nostre case dei rifugiati.

Nel corso del 2020 la pandemia provocata dal virus Covid 19 ha avuto un pesante impatto anche sulla vita dei nostri ospiti rifugiati.
Gli effetti della pandemia sono ad ampio spettro e riguardano non solo gli aspetti sanitari ma anche quelli lavorativi e sociali.  Colpiscono maggiormente le fasce più deboli: i malati, i poveri (dal punto di vista sia economico che culturale), chi è meno inserito in reti sociali.

Fortunatamente nessuno dei nostri ospiti si è contagiato, ma quasi tutti hanno perso il lavoro, dal momento che sono in genere assunti con contratti precari o a tempo determinato. 
Anche chi è stato assunto a tempo indeterminato è stato o è tuttora in cassa integrazione.

Uno dei nostri ospiti è stato assunto come ausiliario e lavora nella residenza per anziani di Bresso (lo vedete nella foto grande che apre l’articolo); sta studiando per diventare operatore socioassistenziale.  Ciò dimostra come gli immigrati possono essere una preziosa risorsa per l’Italia.

Sono state sospese in primavera le attività di formazione e di stage; ora sono parzialmente riprese, ma la ricerca di nuove opportunità in tali ambiti è tuttora difficoltosa.
Essendo aumentata la necessità di formazione a distanza, abbiamo ora a disposizione un pc portatile e forniamo loro assistenza da remoto per i collegamenti.

Nonostante le limitazioni imposte, i volontari di Dona un sorriso hanno mantenuto sempre i contatti e fornito aiuto agli ospiti rifugiati, sia in presenza (quando possibile) che via telefono e videochiamata.
Il gruppo dei volontari continua a riunirsi per coordinarsi efficacemente.

A settembre abbiamo ricevuto in gestione dalla Comunità pastorale “Madonna del Pilastrello” di Bresso un nuovo appartamento, nei pressi della Chiesa della Misericordia.

Abbiamo già realizzato piccoli lavori interni ed ora vi ospitiamo quattro rifugiati.

Due nuovi volontari si sono aggiunti al gruppo esistente; a loro è stata affidata la responsabilità della nuova casa, con la supervisione iniziale del coordinatore del gruppo.
Il nuovo appartamento, a differenza degli altri tre, fa parte di un condominio e ciò favorisce l’integrazione dei nostri ospiti.  Ci siamo già presentati in assemblea condominiale, incontrando una favorevole accoglienza.

La perdita o la sospensione dell’occupazione dei nostri ospiti ha comportato un aumento delle spese di Dona un Sorriso, per consentire la loro sopravvivenza.
Siamo sempre alla ricerca di finanziamenti da parte di Enti e Fondazioni, per questo come per gli altri settori di intervento all’estero di Dona un Sorriso; i nostri benefattori privati in genere non vincolano le donazioni all’attività a favore dei rifugiati.
Le richieste di ospitalità da parte dei Centri di prima accoglienza sopravanzano sempre di molto la nostra capacità ricettiva, e questo ci fa capire quanto sia importante la nostra attività.