Uganda e Covid-19

Proseguiamo con un articolo di Gabriella Cittadini, la descrizione di come i paesi e le realtà con cui collabora Dona Un Sorriso hanno reagito all’emergenza Covid-19

L’Uganda è un paese giovane. Chi voterà alle elezioni presidenziali del 14 Gennaio 2021?
Tra i candidati brilla Joweri Museveni, 76 anni, al potere da 35. Ci è arrivato militarmente, guidando la ribellione contro il dittatore Milton Obote.
L’opposizione è guidata da Bobi Wine, un giovane cantante che incarna i sogni e le speranze della popolazione, a cui di speranze ne sono rimaste poche. Viene chiamato “il presidente del ghetto”. Lui e i suoi sostenitori hanno già sperimentato cosa significa avere a che fare con un Presidente che non vuole mollare: arresti, lacrimogeni, pallottole di gomma, pallottole vere.
La campagna elettorale dell’attuale Presidente è partita dal triangolo di Luweero.  Uno dei motivi per cui la gente l’ha votato in passato è perché i soldati fanno a loro volta campagna, girando nei villaggi e dicendo alla gente che se Museveni non viene rieletto, il paese conoscerà nuovamente il sapore ferreo della guerra. Un sapore amaro e ancora vivo nei ricordi della gente. 

Come si diceva, l’Africa è un paese giovane. In Uganda il 70% della popolazione ha meno di trent’anni. Questo è uno dei motivi per cui il Covid -19 ha colpito meno questa nazione, nonostante il suo debole sistema sanitario, la difficoltà di adeguamento alle norme di sicurezza (igiene, distanziamento, etc.) e la grave carenza di dispositivi di protezione.
I dati forniti dal Ministero della Salute il 12 Novembre riferiscono di 15.402 contagiati e 144 decessi. Con beneficio d’inventario, perché in Uganda si effettuano pochissimi tamponi. In più, chi muore nei villaggi muore e basta e nessuno si preoccuperà mai di indagare sulle cause del decesso. Il problema di questo paese non è il Covid, ma i suoi drammatici effetti collaterali. E’ come lo tsunami che segue al terremoto avvenuto lontano dalla costa.

C’è chi abitualmente sopravvive trasportando le persone con la sua moto, oppure con la sua auto. Il lock-down ha fortemente limitato gli spostamenti e quindi gli introiti.
C’è chi si guadagna da vivere vendendo frutta o pannocchie arrostite ai margini delle strade. Il lock-down non consente né quello, né la vendita nei mercati.

Anche gli insegnanti sono in difficoltà. Le scuole sono chiuse e per questo motivo non percepiscono lo stipendio.

A questo si aggiungono altri problemi. Ne sottolineiamo due in particolare, che coinvolgono particolarmente le donne: l’aumento delle gravidanze indesiderate e delle morti per parto.
Il primo problema è collegato alla chiusura delle scuole e alla indisponibilità di strumenti per la contraccezione (i negozi che vendono farmaci spesso sono chiusi). Il secondo ha diverse cause, complesse. Basti accennare all’esiguo numero delle ambulanze, alla scarsità di mezzi di trasporto alternativi per raggiungere le strutture ospedaliere ed al loro alto costo, alla mancanza di posti letto negli ospedali (già pieni per i malati di Covid).

Conseguentemente, l’ospedale Bishop Asili si trova a dover lavorare su più fronti: da un lato i malati di Covid, dall’altro l’emergenza delle donne adolescenti in gravidanza (spesso scacciate dal loro nucleo familiare), dall’altro quello delle donne che arrivano in travaglio in ospedale in condizioni già disperate.

Questa realtà così preziosa per la popolazione locale ha bisogno di più risorse per dare risposte (anche se limitate) alle nuove emergenze.
La nostra associazione ha raccolto il suo S.O.S., inviando nel mese di Aprile 9.000 Euro per l’approvvigionamento di dispositivi e farmaci anti-Covid (articoli molto costosi in Uganda, perché tutti di importazione). L’importo si è esaurito con l’ultimo acquisto effettuato in Ottobre.
Per quanto riguarda l’emergenza delle donne in travaglio, abbiamo presentato una richiesta di finanziamento alla Caritas Ambrosiana, che però non è stata in grado di accoglierlo perché quest’anno sono giunte molte donazioni per fronteggiare l’emergenza in Italia e pochissime per i paesi esteri.
Cercheremo di aiutare ancora, per quello che possiamo, il nostro ospedale. Per far questo chiediamo ai nostri sostenitori di affiancarci in questo momento così particolare, per limitare le sofferenze di una popolazione più ancor provata da questa nuova realtà.