Uganda

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STORIA DELL’OSPEDALE  E SITUAZIONE ATTUALE

L’ospedale Bishop Asili (ente privato e no-profit) era sorto inizialmente come centro di riabilitazione per le persone di ritorno dalla guerra civile e disponeva solo di 5 letti per le donne partorienti ed i bambini.

Progressivamente si è ampliato, grazie anche all’aiuto dei sostenitori di Dona Un Sorriso ed ai finanziamenti accordatici dalla Tavola Valdese,  divenendo sempre più un punto di riferimento per una popolazione che vive in situazioni estremamente disagiate. Il bacino d’utenza dell’ospedale è stimato essere sulle 600.000 unità.

In particolare, nel corso degli anni, Dona Un Sorriso ha sostenuto  i progetti per la costruzione di una sala operatoria, di una sala per la degenza post-chirurgica ed infine di un’ala dedicata agli ambulatori destinati in particolar modo ad accogliere i malati di AIDS, che vengono sottoposti a controlli periodici per  la somministrazione dei farmaci antiretrovirali.

Grazie ai progetti realizzati, nonché all’ottimo servizio offerto a livello medico, l’ospedale ha così potuto ottenere nell’Aprile 2013 la certificazione ufficiale da parte del Ministero della Salute.

L’ospedale attualmente ha a disposizione 100 posti letto. Nel 2014 le visite ambulatoriali sono state 42.543. I pazienti registrati per la cura del virus HIV/AIDS sono 3.600.

Continua da anni  il progetto “Adotta un medico”, che si prefigge  di coprire annualmente lo stipendio di un bravissimo medico chirurgo ugandese, il Dr. Charles Lwanga. In questo modo l’ospedale può disporre in tutto di 3 medici, garantendo sulle 24 ore la presenza di un medico pronto ad intervenire per qualsiasi emergenza. Gli interventi chirurgici effettuati l’anno scorso  sono stati 2.656.

L’attuale orientamento dell’ospedale  è quello di proseguire innanzitutto con il suo servizio di assistenza e cura, in un’ottica di attenzione amorevole ai bisogni delle persone.  Dopo aver condotto un’analisi accurata  della situazione della comunità locale, l’ospedale vorrebbe muoversi però anche in  altre due direzioni:

  1. progetto di educazione alla salute

Lo scopo di questo progetto è quello di lavorare per prevenire le malattie, anziché curarle. Per raggiungere questo obiettivo,  l’ospedale individua persone referenti all’interno dei villaggi (in genere i capi villaggio) e tiene corsi multidisciplinari, che spaziano dalla conoscenza di base sulle norme igieniche e sanitarie (con particolare attenzione alla diffusione del virus AIDS/HIV), alle informazioni sui metodi di coltivazione/allevamento per garantire una corretta nutrizione, alle conoscenze basilari dei diritti delle persone, con particolare attenzione alle tutela delle donne e dei bambini.  Riportiamo la testimonianza di un capo villaggio che ha partecipato ad un primo corso e che mette in luce  tutta la positività e potenzialità di questo lavoro.

 

  • cura degli orfani malati di AIDS

Purtroppo si tratta di un problema emergente, per cui l’ospedale non ha ancora elaborato soluzioni, pur avendo deciso di farsene carico in qualche modo.

Attualmente i bambini orfani registrati presso l’ospedale per la cura con i farmaci antiretrovirali sono 300. Essendo orfani, però, questi bambini non si nutrono adeguatamente e questo rende impossibile o inefficace la cura. Al problema della malnutrizione si aggiungono per molti di loro, purtroppo, sofferenze per abusi subiti, ingiustizie, assenza di una famiglia di riferimento.

Per conoscere meglio la situazione rimandiamo al testo che ne parla diffusamente.

Oltre alla risposta più semplice (la richiesta di fondi per l’acquisto di cibo), l’ospedale sta studiando un progetto che possa dare anche soluzioni di più ampio respiro a questo drammatico problema.

 

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